CONCLUSA RASSEGNA "RIVELAZIONI CALABRE". TRA I PROTAGONISTI ANCHE "RIVIERA E BORGHI DEGLI ANGELI".

Badolato, Domenica 29 Gennaio 2017 - 10:52 di Redazione Badolato

Si è conclusa sabato sera la rassegna “Rivelazioni Calabre” realizzata, dal 21 al 28 Gennaio, presso il MARCA di Catanzaro da CulturAttiva e Terre Ioniche. La manifestazione è stata organizzata con il contributo della Provincia di Catanzaro e della Fondazione Rocco Guglielmo. La rassegna ha chiuso i battenti con l’intervento dell'associazione "Route 106", formata da Patrizia Gallelli, Carmela Bilotto e Mariangela Rotundo, che con energia e talento si sono raccontate, descrivendo il loro amore per la Calabria e la voglia di far vivere le sue magiche atmosfere a visitatori che le porteranno nel cuore. Tra racconti scritti sul blog dell'associazione, iniziative di trekking urbano negli antichi borghi e collaborazioni con altre realtà simili, la "Route 106" contribuisce da anni a diffondere la conoscenza della nostra terra.  

E nei giorni precedenti il MARCA è stato luogo di dibattito su come la Calabria sia potenzialmente e possa diventare concretamente meta delle nuove tendenze del turismo internazionale, che privilegiano le esperienze, la natura, la relazione con i luoghi, l’incontro con le persone e con il loro vissuto di tradizioni, costumi e cultura, la suggestione dell’identità storica ….alla classica vacanza “commerciale” in un villaggio turistico con l’offerta dei classici servizi (comunque importanti nella variegata offerta turistica regionale, sempre più integrata e diversificata).  Ed è proprio questo, in sintesi, quello che è emerso nel corso dell’appuntamento di Giovedì 26 gennaio pomeriggio, caratterizzato dagli interventi degli operatori della rete cooperante di imprenditori turistici “Riviera e Borghi degli Angeli” di Badolato e dai giovani della Cooperativa “Nido di Seta” di San Floro. Storie di una Calabria che finalmente vuole risollevarsi e prendere in mano le redini del proprio futuro, basandosi sulle forze di chi sa riconoscere l’immenso valore delle sue bellezze.

La discussone di Giovedì 26 Gennaio è stata aperta dall’associazione “Riviera e Borghi degli Angeli” che già nel territorio del basso ionio soveratese, partendo da Badolato, sta provando a mettere in atto un progetto di rete con un proprio micro-sistema di servizi turistici locali, auto-organizzandosi dal basso, in partnership con enti pubblici. Nel descrivere il progetto, gli operatori badolatesi, che si configura come «un modello di ospitalità diffusa slow di “paese-albergo diffuso” e con pacchetti vacanza “autentici” pensati per allungare la classica stagione turistica balneare con innovate formule di ecoturismo e turismo esperienziale, culturale ed enogastronomico», hanno sottolineato la necessità di creare un marchio turistico territoriale con strutturate e mirate campagne di marketing territoriale di respiro internazionale. «La nostra associazione – hanno proseguito gli operatori badolatesi – ambisce a condividere la propria esperienza nel territorio della “Riviera degli Angeli” abbracciando la fascia costiera e l’entroterra del basso ionio calabrese da Monasterace, Stilo e Bivongi fino a Squillace, Roccelletta di Borgia e San Floro.

Urge ampliare questo progetto di rete per un brand territoriale capace di organizzare ed offrire una seria web-identity internazionale, permeato omogeneamente delle bellezze paesaggistiche e naturalistiche e del patrimonio storico-artistico-culturale ed enogastronomico del basso ionio calabrese». Gli operatori di “Riviera e Borghi degli Angeli” hanno sottolineato la necessità di «costruire un’offerta turistica di qualità, integrata e diversificata, con formule innovative di ecoturismo e di turismo esperienziale, culturale ed enogastronomico, capace di trovare il suo giusto e riconosciuto spazio anzitutto nell’offerta turistica regionale e, parallelamente, nel variegato mercato turistico internazionale con il graduale obiettivo di trasformare il territorio in una accreditata, appetibile ed attendibile destinazione turistica». Un modello, quello proposto dagli operatori di Badolato, che non può prescindere dal fondarsi sulle peculiarità del territorio di riferimento, dalle sue quattro dimensioni (litorale con mare cristallino e spiagge lunghe e bianche, colline con borghi medievali e coltivazioni mediterranee, montagne con boschi e percorsi naturalistici interessanti, fiumi, laghi, canyon, cascate e  luoghi unici), passando anche per la sua identità storico-culturale.

L’incontro di Giovedì si è chiuso con l’intervento di “Nido di Seta”, cooperativa di giovani operante a San Floro che basa la sua azione sulla riscoperta dell’antica e nobile arte della seta e propone ai suoi visitatori una full immersion in uno stile di vita rurale che si riallaccia ad un passato storico fatto di fama ed eccellenza e legato alla lavorazione del prezioso filato serico. Una realtà, quella di San Floro, che si basa sulla ripresa della filiera della gelsi bachicoltura, giungendo anche alla lavorazione del filato ottenuto, mediante le fasi di tessitura e tintura di semplici manufatti. Una sfida affrontata con coraggio e determinazione da tre giovanissimi ragazzi: Miriam Pugliese, Domenico Vivino e Giovanna Bagnato. Una passione, quella dei ragazzi della Cooperativa, basata anche sulla piena consapevolezza dell’illustre passato che lega Catanzaro, città capoluogo, alla lavorazione della seta.



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