Battaglia e Costanzo: Consiglio comunale dica no a Ddl Pillon

Catanzaro, Venerdì 09 Novembre 2018 - 20:09 di Redazione

Attivarsi presso i rappresentanti catanzaresi in Parlamento affinché venga ritirato il Disegno di Legge Pillon sull’affido condiviso e concedere il patrocinio gratuito alle iniziative finalizzate a diffondere alla cittadinanza la conoscenza del DDL e dei suoi aspetti negativi. E’ la richiesta che i consiglieri comunali Demetrio Battaglia e Manuela Costanzo hanno inoltrato al presidente dell’assise, Marco Polimeni, per sensibilizzare l’assemblea cittadina sulla discussione in atto al Parlamento riguardo alla proposta legislativa, contro cui si è attivata la sola parlamenteare Wanda Ferro di Fratelli d'Italia.

“Il testo in questione – affermano - intende riformare il principio secondo cui, in caso di separazione, l'affidamento dei figli minori sia disposto a favore di entrambi i genitori, salvo i casi in cui questo possa essere dannoso per i bambini. Verrebbe, così facendo, stravolto il diritto di famiglia vigente perché una tale riforma non può che ledere i diritti dei minori, discriminare le donne pregiudicandone la dignità e aumentare il rischio per le donne vittime di violenza. Si abbandonerebbe, in sostanza, una legge sull’affido condiviso che punta alla condivisione delle responsabilità nei confronti dei figli minori, per approdare ad una mera spartizione delle spese e dei tempi. Il disegno di legge appare, inoltre, fortemente lesivo nei confronti delle donne, le più colpite sarebbero infatti le tante donne disoccupate o con lavori precari. Sarebbe concreto anche l’aumento dei rischi per donne le vittime di violenza in quanto queste sarebbero scoraggiate la ad intraprendere la causa di separazione con esiti che possono essere gravissimi. Tra l’altro, il disegno di legge introduce anche una modifica al codice penale per cui solo i maltrattamenti “sistematici” sono riconosciuti come tali e ne riduce le pene previste. Sono novità inaccettabili, che vanno contro la tutela dei diritti delle donne e dei minori che spesso sono vittime di violenza assistita. Ancora, tale riforma non tutelerebbe i padri separati che vivono la genitorialità con responsabilità e che hanno come obiettivo la tutela del benessere del minore. Auspichiamo, quindi, che anche il Consiglio comunale di Catanzaro possa esprimere il proprio No ad un disegno di legge che non tiene conto di quello che accade nei Tribunali, nei territori e soprattutto tra le mura domestiche”.



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